Il balletto imperiale russo e Marius Petipa come figura dominante di mezzo secolo di danza

Di Irina Sorokina

Il corso è rivolto agli studenti delle scuole di danza che desiderano approfondire le loro conoscenze della storia del balletto russo nel secondo Ottocento.

Tema 1. Il balletto imperiale russo come erede della tradizione romantica francese ed il suo magnifico splendore

Il declino del balletto classico in Occidente a cominciare dalla seconda metà dell’800. La nascita di nuove tendenze che fioriranno alla fine del secolo (feerie) ed il loro mescolamento con i principi del dramma coreografico. L’inizio del genere de “le grand spectacle”.

I coreografi francesi a San Pietroburgo: Jules Perrot e Arthur Saint-Leon. La loro profonda diversità. La perdita definitiva dell’eroe e l’attenzione rivolta preferibilmente allo sviluppo della tecnica della danza classica femminile. Il trionfo della “punta d’acciaio”.

San Pietroburgo, “la Venezia del Nord”, città dagli inestimabili tesori d’arte ed erede della gloriosa tradizione del balletto francese. Il mecenatismo della corte degli zar nei confronti del balletto classico, la possibilità per coreografi e scenografi di disporre di enormi mezzi materiali.

L’inizio della carriera di Marius Petipa, erede sia di Perrot che di Sain-Leon.

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Tema 2. “La fille du pharaon” (musica – Pugni), 1862 – il primo balletto significativo di Petipa per la scena imperiale

La scelta del soggetto secondo i canoni romantici. Gli elementi esotici e fantastici come lo scopo e non al servizio della poesia. La musica tradizionale di Pugni. L’affermazione definitiva de “le grand spectacle”. Le contraddizioni nei costumi. La formidabile fantasia di Petipa nella creazione delle sfilate dei personaggi, delle scene di massa. L’avvicinamento delle coreografie ai principi sinfonici nella musica. La lunga vita del balletto.

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Tema 3. “Le Corsaire” (musica – Adam, Delibes, prince Oldenburg, Drigo), 1868 – “il giardino animato” sulle rovine del dramma coreografico romantico

Il rinnovamento del balletto di Mazilier Le Corsaire (1856) effettuato da Petipa nel 1868. La creazione del nuovo divertissment Il giardino animato su musica di buona qualità di Delibes. La nascita della danza direttamente dalla musica. L’inclinazione evidente del coreografo verso l’azione organizzata secondo “le leggi” della musica e della danza.

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Tema 4. “Don Quisciotte” (musica - Minkus), 1869, 1871

Un esempio dell’ideale dello spettacolo coreografico di Petipa: l’azione sviluppata in più atti attraverso le scene ballate e pantomimiche. L’esplosione delle danze spagnole e la loro combinazione con gli episodi puramente classici come Il sogno di Don Quisciotte. La differenza tra la prima versione moscovita e quella pietroburghese. L’avvicinamento della seconda ai principi de “le grand spectacle”.

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Tema 5. ”La Bayadere” (musica – Minkus) , 1877 – l’ultimo balletto di Petipa prima della fine tragica

Uno dei capolavori assoluti del balletto russo il cui valore si e’ rivelato col tempo. La combinazione armoniosa delle forme collaudate de “le grand spectacle” e dei problemi d’attualità. La storia della protagonista sviluppata nei primi due atti e la composizione di pura danza come Le ombre nel terzo atto. L’addio definitivo di Petipa al romanticismo. L’apertura della strada verso la sintesi del dramma, la musica e la danza.

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Tema 6. Il ruolo fondamentale di Petipa nella conservazione dei capolavori più importanti dei suoi predecessori: ”Giselle” (musica – Adam) di Coralli-Perrot (1840), “Coppelia” (musica – Delibes) di Saint-Leon (1870), entrambe riproposte nel 1884, “Esmeralda” (musica – Pugni) di Perrot (1844, 1848) riproposta nel 1886

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Tema 7. “La bella addormentata nel bosco” (musica – Cajkovskij), 1890 – il trionfo dei nuovi principi coreografici e il primo capolavoro in collaborazione con Cajkovskij

La Russia come l’ultima roccaforte del balletto classico. Il dominio della féerie in Occidente e l’arrivo di questo genere in Russia con l’abrogazione del monopolio dei teatri imperiali (1882). La lotta di Petipa contro le féerie ed i tentativi di trovare il compromesso.

Il ruolo del direttore dei teatri imperiali Vsevolozhskij nella creazione del balletto: il desiderio di ricreare lo spettacolo di “ballet de cour” francese. La scelta della fiaba di Charles Perrault La bella addormentata nel bosco.

Lo straordinario metodo di lavoro del compositore e del coreografo. La composizione coreografica del balletto (prologo, atti I, II, III). Il legame del balletto con lo spettacolo barocco. La somiglianza della sua composizione al genere musicale del concerto grosso. Il ruolo del corpo di ballo. L’ideale della ballerina di Petipa. La bella addormentata come l’enciclopedia della danza classica.

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Tema 8. La continuazione della collaborazione con Cajkovskij e la sceneggiatura de “Lo schiaccianoci”, 1892

La formidabile capacità di Petipa nel “vedere” il balletto in tutti i dettagli prima ancora che fosse scritta la musica. Le sue esplicazioni e le indicazioni precise per i compositori. Il concetto de Lo Schiaccianoci.

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Tema 9. La collaborazione con Lev Ivanov ne “Il lago dei cigni” (musica – Cajkovskij), 1895. La creazione del primo e del terzo atto del balletto

L’influenza subita da Petipa da parte di Ivanov dopo la creazione di quest’ultimo del secondo quadro del balletto. Il primo atto non interamente riuscito. Il magnifico pas de deux di Siegfrid ed Odile – uno dei capolavori assoluti di Petipa.

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Tema 10. “Raymonda” (musica – Glazunov), 1898 e la gloriosa fine de “le grand spectacle”

La collaborazione felice con Glazunov sulle tracce di quella con Cajkovskij: la sceneggiatura con la descrizione dettagliata di ogni pezzo musicale. La creazione di una magnifica partitura sul libretto non del tutto riuscito. Le formidabili suite delle danze classiche e quelle di carattere. Il trionfo delle danza “sinfonica” nel Grand pas classique hongrois finale.

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Tema 11. Gli ultimi “piccoli” capolavori del genere lirico comico per il Teatro Ermitage: “I milioni d’Arlecchino” (musica – Drigo), i balletti in un atto di Glazunov “Les saisons” e “Ruses d’amour” (tutti e tre - 1900)

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Tema 12. L’immortalità artistica di Petipa

La grazia francese e il senso delle forme perfette trasportati felicemente in un paese più “giovane” e vitale come la Russia del secondo Ottocento. Il ballerino e l’attore nella stessa persona nel centro dell’universo di Petipa. Le sue capacità straordinarie di sottolineare le caratteristiche individuali di ogni artista nelle combinazioni dei passi. La sua arte della creazione delle linee chiare, dei passaggi morbidi, delle culminazioni graduali, dei magnifici giri in cerchio etc. La sua fantasia insuperabile ed insuperata nella invenzione delle danze.

Il ruolo decisivo di Petipa nella raccolta e la conservazione delle cose create dai suoi predecessori, nel perfezionamento dei generi di “le grand spectacle” e della miniatura coreografica.

La sintesi raggiunta del dramma, la musica e la danza.

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NB: La quantità di temi e di ore per ogni tema possono essere modificate a richiesta.